Celebriamo la VITA – 24/07/2016

n° 33 – 24 Luglio 2016
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”». Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Lc 11,1-13

Le tre domande che appartengono alla seconda parte del Padre Nostro si interessano dei bisogni dell’uomo nella sua esistenza attuale. E’ lo schema normale della preghiera biblica. Esse vanno capite nella linea delle prime due, che riguardano Dio. E’ chiaro non si tratta di accontentare Dio per poi pensare alle proprie esigenze private. Piuttosto: posti nel giusto rapporto con Dio, sotto la sua sovranità, i discepoli sono in grado di mettere la propria esistenza nella logica del Regno di Dio e chiedere di conseguenza. Le ultime domande del Padre Nostro illustrano la forma di vita del discepolo che cerca anzitutto il Regno di Dio. La prima domanda concerne il pane, il cibo principale in Palestina. Qui significa il nutrimento in generale, anzitutto ciò che viene incontro ai bisogni materiali della vita di ogni discepolo. Il discepolo che chiede ogni giorno ciò che gli serve non ha una situazione stabile, non ha ricchezze accumulate per garantire il futuro. E’ la situazione di coloro che hanno dato tutto per la causa del Regno di Dio e possono quindi contare sulla sollecitudine del Padre promessa da Gesù: “Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete…” (Lc12,22). Questa domanda rimane attuale anche per chi non vive questa precarietà dei discepoli di Cristo che hanno lasciato tutto. Infatti rimane un invito a considerare anche il pane guadagnato “con il sudore della fronte”, come un dono della provvidenza di Dio, un invito a riconoscere nei beni materiali la premura del Padre verso coloro che hanno affidato la loro vita nelle sue mani.

In preghiera davanti a te, ci scopriamo
dolcemente circondati
dalla tua amorevole presenza.
O Dio nostro Padre, tra le tue braccia,
noi tutti tuoi figli, ci sentiamo al sicuro:
“Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto”(Sal26,10).
Ti preghiamo che il tuo Regno di pace e giustizia
diventi realtà per i poveri della terra
e che tutti gli uomini e le donne
possano un giorno ringraziarti
per aver visto il tuo amore.
Dona a ciascuno
il pane che gli serve per ogni giorno,
e la casa, il lavoro e gli affetti.
Soprattutto abbi misericordia e perdonaci,
poiché siamo fragili e peccatori,
e quando siamo nella tentazione e nella prova
non lasciarci soli, ma stai accanto a noi.

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