Celebriamo la VITA – 07/08/2016

n° 35 – 7 Agosto 2016
XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!  Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Lc 12,32-48

Siamo in piena estate, desiderosi, magari, di riposare o impigrire sotto un ombrellone in spiaggia o all’ombra di un grosso albero di montagna. Sembrerebbe proprio fuori luogo parlare adesso di vendere tutto quello che si ha per darlo in elemosina o di scegliere tra Dio e mammona: non è clima! Eppure il Signore c’invita, proprio oggi, a intraprendere un cammino alla scoperta di un tesoro su cui far riposare il nostro cuore. E forse ci accorgeremo che, così facendo, faremo vere ferie! Camminando è facile perdersi per strada, seguire falsi consiglieri, impantanarsi in acque stagnanti e, a volte, putride: è forte il desiderio di dissetarsi di esperienze e di emozioni immediatamente fruibili: ma quante disillusioni e quante inquietudini lasciano poi aperte e irrisolte! Il Vangelo di oggi ci invita a stare in allerta, sempre in tenuta da lavoro, “con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese”. Dovunque siamo – in famiglia, al lavoro, per strada – dobbiamo sempre essere pronti e vigili, come quei servi che, svegli, aspettano il ritorno del padrone. L’attesa sarà lunga o breve, ma il padrone certamente arriverà. E’ bene allora occupare il tempo dell’attesa a dare senso al nostro vivere e alle cose che abbiamo, a saperci mettere in discussione, a decidere cosa vendere e cosa acquistare o di quali ricchezze spogliarci per acquisirne altre “dove il ladro non arriva il tarlo non consuma”, ad accontentarci di quello che abbiamo (Eb 13,5). E’ importante anche riflettere per superare i momenti di sconforto e per ritrovare la fiducia nella Provvidenza, che c’è sempre, anche quando non la tocchiamo con mano (Lc 12,22-31). La riflessione, poi, sarà efficace se si svolgerà alla luce della Parola e con l’aiuto della preghiera. Che accade ai servi che aprono subito la porta al padrone? Il padrone li farà mettere a tavola e passerà a servirli”. Il padrone è Gesù, è Lui il tesoro cercato, è Lui il tutto, la nostra “ricchezza”. Egli ci ama, vuole che Lo seguiamo non per le autostrade e con auto di lusso, ma per vie impervie e anguste, nella via della croce: la ricompensa, alla fine, sarà immensa, come il Suo Amore: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”.

Anche tu, Gesù, domandi a noi, di restare svegli
e di tenerci pronti per cogliere i segni.
I tuoi segni non sono solo grandi ed evidenti
come sconvolgimenti del cielo e della terra.
Sono quelli che si trovano tutti i giorni,
nella nostra piccola storia di ogni giorno.
Tu bussi alla nostra porta e vuoi entrare attraverso
Fatti, incontri, emozioni…….
Fa’ o Signore che possiamo essere svegli quando
Vieni alla nostra porta e bussi, che non siamo
Distratti dalle sciocchezze o narcotizzati da risultati di poco conto. Poiché sei Tu, Padre, l’ospite atteso;
sei Tu che riempi di pace il nostro cuore.

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