Celebriamo la VITA – 14/08/2016

n° 36 – 14 Agosto 2016
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Lc 12,49-53

Il brano di oggi ci dice che la buona notizia del Vangelo è una grazia a caro prezzo; un tesoro e una perla che hanno un costo e ci chiedono scelte a volte difficili. Il fuoco di cui si parla, non è quello che impietosamente e dolosamente divora i boschi, provocato da chi non ha cura delle cose belle e utili che ci hai dato. Il fuoco di cui oggi mi parli, o Signore, è quello per cui sei venuto sulla terra, il fuoco della Pentecoste che rinnoverà il mondo. Ciò non sarebbe potuto avvenire se prima tu stesso non fossi divenuto fuoco acceso e consumato sul legno della croce; hai vissuto “angosciato finché non sia [stato] compiuto”. E’ fuoco d’amore che infiamma, ma anche un messaggio che inquieta e divide. “Segno di contraddizione”, ha profetizzato per te il vecchio Simeone (Lc3,9). Come Regno di Dio, come bene, come infinito, come luce, sei l’antagonista di ciò che è male, di ciò che è finito, di ciò che è tenebra: o con te o contro di te, non ci sono vie di mezzo. O la luce del sole o le tenebre della notte. Sembrerebbe ovvia la scelta, ma non è così scontata. Lo so, Signore, Tu non hai nulla contro le suocere o le nuore, e tanto meno vorresti mettere i padri contro i figli e viceversa, ma se si tratta di barattare gli affetti o i beni illusori e futili con il tuo bene, allora sì che metti guerra: “O con me o contro di me”. Sei proprio un Dio geloso! Oggi, vicino al tuo altare, mi riproponi di stare dalla Tua parte e mi sussurri che non basta possedere i doni del battesimo e della fede. Ma che lotta scateni nella mia anima! Io amo le mie comodità, amo percorrere sentieri intricati, rimango indifferente nei confronti di chi rema contro il tuo Vangelo, giro lo sguardo da dove sporge una mano elemosinante, mi contento di pie devozioni o di partecipare alla messa domenicale come un evento qualsiasi. Tu, invece, m’inviti a cambiare, a lasciarmi toccare e riscaldare dal tuo fuoco d’amore, a scegliere te, ma non come una scelta aggiuntiva o una scelta tra le altre. Sei un Dio esclusivo! Mi rendo conto, Signore, che rispondere alla tua chiamata, significa percorrere la via del Calvario, cioè della rinuncia e della sofferenza, e significa anche che devo testimoniarti, essere fiammella del tuo amore in mezzo agli altri e per gli altri: non è facile, ma, con te vicino, tutto è possibile. Sei un Dio esigente ma fedele. Alla fine, tu, vincitore della morte e risorto, vorrai introdurmi nel Tuo Regno di amore, di gioia e di pace, che hai promesso ai tuoi eletti.

E allora perché, Gesù,
proprio tu, ora ti metti a parlare di divisione?
Quale fuoco, dunque sei venuto a portare sulla terra:
solo un dolce tepore che riscalda
o un fuoco ardente che brucia?
Sì, è vero, tu parli di pace ed io sogno la tranquillità. Ho paura della pace che vuoi Tu, Signore Gesù:
della pace a prezzo del sangue,
raggiunta correndo il rischio di essere
calunniato, emarginato, perseguitato.
O Signore, donami il coraggio della pace
che si raggiunge per la via stretta della CROCE.

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