Celebriamo la VITA – 21/08/2016

n° 37 – 21 Agosto 2016
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Lc 13,22-30

Siamo di fronte ad un passo del Vangelo molto importante, nel quale viene posta la domanda delle domande: “Chi si salva?”. E la risposte è sempre la stessa: non c’è posto nel Regno di Dio per chi è ripiegato su se stesso, per quanti vivono nella legge dell’odio, del peccato, dell’egoismo e dell’inganno. Gesù mentre si dirige verso Gerusalemme, gira di villaggio in villaggio. Un giorno un tale (che è tutti noi, rappresenta tutti noi) gli pone la domanda sulla salvezza: è il tema più profondo della nostra fede, direttamente legato alla misericordia di Dio. Gesù spiega subito che la porta della salvezza è stretta e non è aperta per coloro che si credono giusti, anche se partecipano attivamente alla vita della chiesa. Gli ultimi della terra, invece, ci precederanno nel Regno dei cieli. In fondo, coloro che si credono giusti non hanno bisogno di misericordia. Tutti gli uomini vorrebbero salvarsi, ma nessuno si salva da solo. Si può attraversare quella porta solo grazie alla rinuncia degli egoismi, solo grazie al riconoscimento di essere peccatori, solo accettando e riconoscendo la nostra povertà. La salvezza raggiunge chi ama l’ultimo tra gli uomini. Perché chi ama l’ultimo tra gli uomini, ama il Signore che si è fatto ultimo. Ognuno di noi deve impegnarsi e sforzarsi per entrare nel Regno di Dio, in molti cercheranno di entrare, ma non tutti saranno salvati. E’ Gesù la porta della salvezza: solo guardando a Lui, invece che a noi, possiamo raggiungerla, poiché per la salvezza ci si spoglia dell’ego. La vera salvezza è l’amore: l’amore per l’altro. Il Regno dei cieli non è appannaggio di anime elette: solo chi saprà di essere ultimo sarà salvato dalla misericordia di Dio. La grazia e la giustificazione, l’unione e la comunione con Dio, la possibilità di raggiungere la vita eterna, tutto ciò incontra un ostacolo solo nella cattiva coscienza di un uomo. (KARL RAHNER, “la fatica di credere” Ed. Paoline, Milano 1986)

Gesù noi rivolgiamo a te la nostra preghiera
affinché l’umiltà e l’attenzione ai poveri,
i nostri fratelli,
a cui papa Francesco ci richiama instancabilmente, diventino per tutti
scelte di vita coerenti e quotidiane,
anche nei momenti più bui e difficili
della nostra esistenza.

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